Rassegna dell'Istruzione > Online
di Antonia D'Elia e Sergio Di Martino
Introduzione di Alessandro Musumeci
| Come cambia la connettività. L’attuazione della Circolare 114 del 25 ottobre 2002 richiede alle scuole di adottare misure e svolgere compiti ai quali non sempre sono preparate. Ultimi aggiornamenti su come fare. | |
Introduzione
La scuola sta crescendo, con la nuova legge sulla Riforma, e anche
il sistema informativo delle scuole sta evolvendo per rispondere
agli obiettivi della Riforma. Il nuovo sistema informativo, in fase
di realizzazione, sarà sempre più “student oriented”,
ovvero centrato sui fabbisogni della famiglia e degli studenti,
con la possibilità di archiviare il percorso formativo degli
studenti, di consultare da casa i risultati scolastici dei propri
figli, di eseguire pagamenti di tasse scolastiche, servizi di mensa,
trasporti e così via. Vogliamo creare un legame saldo e costante
fra famiglia, scuola e realtà sociali, rafforzando i legami
fra le varie entità anche con l’utilizzo delle nuove
tecnologie, con l’obiettivo di consentire alle famiglie di
seguire meglio i propri figli, di ridurre la dispersione scolastica
e fare della scuola un vero e proprio “centro telematico”,
una sorta di “seconda casa” informatica, aperta mattina
e pomeriggio a docenti e studenti per favorire l’utilizzo
concreto delle nuove tecnologie.
Il nuovo sistema informativo sarà aperto inoltre a collegamenti con altre realtà culturali e sociali, non solo con l’integrazione dei sistemi di comuni, province e regioni, ma anche ad esempio con la connessione al Sistema Bibliotecario Nazionale, per consentire al docente o allo studente di prenotare o consultare libri direttamente da scuola, o con il patrimonio dei beni culturali per consentire ad esempio la “navigazione” virtuale all’interno dei principali musei italiani.
Anticipando gli obiettivi del progetto e in linea con gli obiettivi della Riforma, sono già disponibili una serie di funzionalità on-line, ad esempio per le iscrizioni alla scuola secondaria o per l’iscrizione da questa all’Università o per l’inserimento on-line delle domande di supplenza per i docenti precari.
Ovviamente questa ricca disponibilità di funzioni via Internet
presuppone un potenziamento dell’infrastruttura di base della
scuola per renderla adeguata a tali esigenze; durante lo scorso
anno abbiamo erogato 81 milioni di euro (il 20% in più rispetto
all’anno precedente) per rafforzare ulteriormente le infrastrutture
informatiche nelle scuole.
L’obiettivo è quello, dopo aver creato delle “aule
multimediali” in ogni scuola italiana (assimilabili alla palestra
o al laboratorio di scienze, dove fare didattica a turno con le
varie classi), di portare un computer in ogni aula, affiancando
in ogni momento una “lavagna informatica” agli strumenti
tradizionali. Il docente potrà avvalersi della nuova “lavagna”
per fare didattica innovativa, per arricchire le lezioni con materiale
estratto da Internet, per utilizzare software didattici realizzati
dalla sua classe o da altri colleghi o offerti dal mercato: in questo
caso potrà presentare alla “lavagna” esempi e
casi applicativi che gli studenti potranno poi impiegare a casa
con i loro personal computer.
Per questo motivo è stato firmato nel luglio dello scorso
anno un accordo con il Ministero delle Comunicazioni per incentivare
l’utilizzo delle Wireless LAN (con tecnologia 802.11) nelle
scuole, proprio con l’obiettivo di risparmiare sul cablaggio
delle scuole, potenziando con i risparmi effettuati le infrastrutture
tecnologiche delle singole aule.
Al tempo stesso, con questo Ministero e con quello dell’Innovazione
e delle Tecnologie, stiamo lavorando per il cablaggio a banda larga
delle scuole, passando dall’attuale rete con tecnologia ISDN
all’utilizzo della fibra ottica e della connettività
ADSL.A oggi abbiamo il 18% delle scuole collegate a Internet a banda
larga, ma contiamo di estendere questa percentuale al 60% entro
la fine del 2003, per passare al 70% entro il 2004 e arrivare infine
entro il 2006 al 90% delle scuole. Stiamo utilizzando diverse tecnologie
per tale piano; dalle linee ADSL dei principali fornitori di telecomunicazioni,
alla fibra ottica con accordi regionali con Fastweb, alla Powerline
con ENEL utilizzando le linee elettriche come canali di trasmissione,
fino a Internet via satellite, per le isole minori e le comunità
montane, collaborando con Ancitel e Alenia Spazio. La realizzazione
del piano di cablaggio consente il superamento dell’attuale
Intranet, basata su linee ISDN, e porta l’intera connettività
dell’Amministrazione e delle scuole verso una rete Internet
a larga banda, basata sulla tecnologia della fibra ottica o ADSL.
La rivoluzione della 114: “con Internet la scuola ridisegna il proprio sistema informativo”
I punti di partenza e di arrivo
Il mondo della scuola è abituato a essere informato tramite
circolari; molte tra queste riguardano la normale routine amministrativa
e non sempre è facile individuare quelle che introducono
vere novità.
La lettera circolare n. 114, diffusa dal Servizio per l’Automazione
Informatica e l’Innovazione Tecnologica il 25 ottobre dello
scorso anno, segna per le scuole un importante momento di passaggio
nell’uso di nuove infrastrutture tecnologiche al servizio
di una scuola centrata sui fabbisogni delle famiglie e degli studenti.
Per coglierne appieno la portata è bene tenere conto di alcuni punti di partenza:
La lettera circolare 114 segna la prima tappa del percorso che traghetta le scuole dall’attuale sistema di connessione col SIMPI (basato su una rete chiusa di utenti, la Intranet) a nuove modalità più aperte, flessibili e veloci che sfruttano la rete Internet pubblica. Per muoversi sicura e spedita lungo questo percorso la scuola deve predisporre un progetto: la circolare delinea il quadro all’interno del quale la scuola può ritrovarsi per definire un piano di sviluppo della propria infrastruttura tecnologica congruente con quello predisposto dal MIUR per lo sviluppo del Sistema informativo.
Una nuova impostazione culturale
Il collegamento via Intranet rappresenta per le scuole al tempo
stesso una sicurezza e una chiusura. Da un lato non devono preoccuparsi
di installare e, meno che mai, di gestire in sicurezza una rete
in quanto la Intranet è, di per sé, protetta. Da un
altro lato questo tipo di collegamento, mentre mette a disposizione
una serie di servizi, non consente di uscire verso il mondo: l’unico
sito visitabile è quello ufficiale del MIUR e persino i link
in esso presenti non sono attivabili.
Questo limite è avvertito in parte come una garanzia: il
personale non può usare la rete per scopi personali; la scuola
stessa è difesa da attacchi esterni, virus e, insomma, dai
pericoli della rete.
In realtà, quello che accade nelle scuole è un po’
diverso. C’è una parte dell’istituto che è
collegata con l’esterno e questo spesso accade senza le necessarie
precauzioni, senza una policy per l’uso della rete condivisa
e “magari” inserita nel Regolamento: è la parte
del laboratorio di informatica o comunque quella in cui la rete
viene usata per le attività didattiche. E c’è
una parte che ha difficoltà a uscire sulla rete pubblica:
quella dell’amministrazione.
In molte segreterie, e più in generale negli uffici, compresi
quelli della dirigenza, non tutti i computer sono collegati a Internet
e la possibilità di lavorare usando le risorse della rete
pubblica (anche soltanto per usare, ad esempio, le convenzioni Consip)
è spesso legata a turni o al fatto che, anche casualmente,
il computer in questione sia “libero”. Una recente ricerca
Iard in cui sono stati intervistati oltre 1.500 dirigenti scolastici
ha dimostrato che, se l’80% dichiara di collegarsi a Internet
per lavoro da scuola (“regolarmente”, “abbastanza
regolarmente” o “quando serve”), ben il 60 % dichiara
altresì di collegarsi per lavoro da casa (anche in questo
caso con diversa intensità definita dalle espressioni “regolarmente”,
“abbastanza regolarmente” o “quando serve”).
Nessuna indagine è stata svolta finora sulle modalità
di collegamento a Internet dei dirigenti dei servizi generali e
amministrativi né sugli assistenti amministrativi; ma la
stessa ricerca Iard ci dice che i dirigenti scolastici si collegano
poco alla rete Intranet in quanto delegano questo compito: a chi?
Probabilmente proprio al personale amministrativo. Si ha quindi
l’impressione che proprio quest’ultimo abbia le maggiori
difficoltà a “uscire” sulla rete pubblica.
Le modifiche che, per l’appunto, investiranno più direttamente
l’attività di questo personale avranno quindi, oltre
che un impatto tecnico, anche un risvolto culturale. Un risvolto
certamente positivo nei tempi medi, ma forse difficile da gestire
nei tempi brevi, tenuto anche conto che non c’è stata
nei confronti degli “amministrativi” quella attività
di aggiornamento diffusa che ha riguardato invece di recente oltre
160.000 docenti. [M.T.]
Obiettivi e azione
Con la lettera 114 l’Amministrazione indica gli obiettivi
che vuole raggiungere:
Questi obiettivi generali vengono specificati nel momento in cui vengono declinate le azioni da sviluppare, parte delle quali sono di pertinenza delle scuole e parte del Ministero:
Le prime tre azioni, tutte di pertinenza delle scuole, sono oggetto di uno specifico intervento finanziario. Infatti con la circolare vengono destinate alle scuole nuove e importanti risorse finanziarie (circa 81 milioni di euro) per facilitare l’adozione e l’utilizzo di tecnologie di avanguardia, affidando alle Direzioni Regionali il compito di distribuirle secondo opportune azioni perequative che favoriscano le situazioni più disagiate.
L’ultima parte della lettera circolare
Nell’ultima parte ritroviamo questi e anche altri temi.
Come già detto, la lettera circolare prevede un significativo
investimento di natura economica, ma nella parte in cui suggerisce
alle Direzioni Regionali alcuni criteri di massima per la ripartizione
dei fondi evidenzia la necessità di ricercare ogni possibile
collaborazione con Regioni ed Enti Locali per favorire l’innovazione
tecnologica. Questa non è solo un’indicazione o uno
slogan ma vuole essere un preciso indirizzo a costruire all’interno
delle scuole una infrastruttura aperta, che faciliti il colloquio
fra gli istituti e tutti gli enti coinvolti nel governo del sistema
scolastico.
La circolare propone, anche se non in maniera esplicita, un sistema
caratterizzato da una forte cooperazione fra le scuole, fra le scuole
e il MIUR, fra le scuole, gli Enti Locali e le Regioni, fra le scuole,
le famiglie e gli studenti, fra le scuole e gli operatori del mondo
dell’istruzione e della formazione. Una grande comunità
virtuale all’interno della quale è possibile scambiare
programmi didattici e applicativi, nonché esperienze di lavoro.
Una grande comunità virtuale basata sull’utilizzo di
Internet.
Ed ecco, espresso forse fra le righe ma senza alcun dubbio, l’obiettivo
forte della circolare: creare e realizzare una grande comunità
virtuale delle scuole in grado di condividere esperienze, strumenti
e informazioni e di cooperare al miglioramento del modo di fare
scuola. È un obiettivo che si affianca e si integra con l’altro,
quello di costituire la grande comunità virtuale degli operatori
della scuola e degli studenti. Nella prima le scuole si incontrano
come soggetti istituzionali, nella seconda si incontrano coloro
i quali quotidianamente fra i banchi lavorano.
Due grandi comunità virtuali, che poi in sostanza sono una
sola cosa, in grado di attrarre docenti, personale della scuola,
studenti, famiglie, amministratori pubblici, imprenditori e tutti
coloro che intendono confrontarsi ogni giorno sul “fare scuola”.
La lettera non tralascia, infine, il ruolo importante della formazione
per dare supporto a coloro i quali, dirigenti scolastici, direttori
amministrativi, docenti, personale di segreteria, devono essere
i principali attori del cambiamento. Negli ultimi anni gli investimenti
in questo campo sono stati importanti e le corrispondenti azioni
formative hanno cercato di rispondere a precisi criteri organizzativi:
i corsi TIC, per esempio, stanno coinvolgendo, secondo diversi livelli
di approfondimento e di acquisizione di competenze, più di
170.000 docenti.
Risorse e servizi messi in campo dal MIUR
Si fa presto a parlare di infrastrutture tecnologiche, nuove modalità
di accesso al Sistema informativo e Internet a banda larga. Ma in
pratica quali sono i servizi che il Ministero dà e darà
a ognuna delle circa 10.700 scuole italiane? E, in tutto questo,
qual è il destino delle due postazioni ministeriali (le cosiddette
PDL 6 e 6 bis)?
Alcune risposte sono già nell’allegato alla circolare
(che delinea l’evoluzione dei servizi del Sistema informativo),
altre il MIUR le sta mettendo a punto in questo periodo. A oggi
il Ministero ha già definito le operazioni da mettere in
campo per l’azione 4 della circolare e sta per avviare, pertanto,
una serie di interventi sul tema “dismissione graduale delle
linee ISDN” e “sostituzione con linee di connessione
a banda larga”.
Nei prossimi mesi, ma comunque entro il 2003, la società
di telefonia Telecom porterà in ogni istituto, per conto
del Ministero,
n una linea Internet ADSL pagata fino al termine del 2004 (nelle
zone non raggiunte dal servizio la linea sarà ISDN: sono
circa il 30% delle scuole)
I tecnici Telecom, inoltre, provvederanno a:
A fine intervento la scuola si trova apparentemente nella situazione di sempre, cioè con una postazione collegata al Sistema informativo (la seconda lo sarà successivamente con l’aggiornamento del browser), ma di fatto passa da una “strada provinciale” a un’“autostrada” con più corsie:
Il Ministero offre ancora alcuni servizi post-intervento ai quali la scuola potrà accedere via web collegandosi a uno spazio dedicato (realizzato da EDS):
E la scuola che cosa fa?
Anche prima che arrivi Telecom la scuola, nel caso sia già
dotata di una linea Internet, ha la possibilità di migrare
la casella di posta elettronica istituzionale dall’attuale
configurazione, che prevede una gestione via Intranet, a una in
cui l’uso della posta si attiva solo via Internet. L’operazione
non è obbligatoria, è solo un’opportunità
che può anche essere rinviata; in questo caso sarà
Telecom a operare la migrazione contestualmente all’intervento
di installazione della linea e di riconfigurazione delle postazioni.
Informazioni e guide alla migrazione sono prelevabili alla voce
SIMPI via Internet all’interno della sezione “Nuove
modalità di connessione” del sito Intranet. Dopo la
migrazione la scuola può scegliere se usare la posta istituzionale
in webmail o se, invece, configurare un client di posta (per entrambi,
le guide sono scaricabili alla voce Documentazione nella sezione
“Nuove modalità di connessione”).
La scuola deve poi scegliere, a seconda delle proprie esigenze di
organizzazione e di lavoro, se dotarsi di una nuova configurazione
che accolga, in una soluzione unica, postazioni ministeriali e PC
di proprietà. In altre parole c’è la possibilità
di inserire nell’architettura predisposta da Telecom, e quindi
di connettere a Internet attraverso la linea fornita dal Ministero,
anche macchine dell’istituto (è opportuno comunque
verificare i requisiti degli apparati installati da Telecom). Anche
quest’ultima decisione può sembrare un fatto squisitamente
tecnico, in realtà si tratta di avviare un vero progetto
per passare da una mini rete a una rete dimensionabile sulle proprie
esigenze organizzative, condivisibile – eventualmente –
tra amministrazione e didattica, collegata al Sistema informativo
via Internet, collegabile – sempre via Internet – ai
sistemi informativi di Enti locali e di altri attori del territorio.
Un progetto, non un semplice ammodernamento informatico
Progettare un’infrastruttura di questo tipo significa costruire
un piccolo sistema informativo d’istituto. La scuola può
dunque cogliere nella circolare 114, attraverso l’analisi
dell’organizzazione del lavoro, delle attività didattiche
e delle relazioni fra scuola, famiglie e studenti, l’occasione
per realizzare un sistema informativo che sia rispondente alle esigenze,
ai carichi e ai ritmi di chi lavora nell’istituto e coerente
con gli obiettivi assunti dall’istituzione scolastica in relazione
al proprio contesto territoriale (famiglie, aziende, enti locali…).
Progettare un piccolo sistema informativo per la scuola significa
prima di tutto avere le idee chiare, porsi sempre in una prospettiva
“di cosa mi serve per svolgere al meglio quotidianamente il
mio lavoro” (il sistema di un istituto articolato in più
sedi e nel quale lavorano dieci collaboratori che sbrigano ognuno
una specifica attività amministrativa, ad esempio, non può
essere lo stesso di quello che serve un istituto con sede unica,
nel quale operano tre impiegati che sbrigano ognuno una buona fetta
delle attività). Significa però anche porsi in una
prospettiva a lungo termine. A questo proposito è utile tenere
presente che il progetto deve prevedere una serie di moduli integrabili
nel tempo. In pratica la scuola può anche decidere di acquistare
una soluzione “minimale” ma deve essere sicura che questa
soluzione sia flessibile e in grado di evolversi via via, al mutare
delle esigenze, senza dover magari essere costretti a riprogettare
daccapo tutta la rete e magari a ripartire dall’inizio con
le spese. Va evidenziato che l’attività progettuale
non può essere affrontata mettendosi completamente nelle
mani di un fornitore esterno. La scuola può affidarsi a docenti
particolarmente esperti (ad esempio docenti che hanno seguito i
corsi TIC) e insieme a fornitori esterni. In ogni caso prima di
avviarsi lungo questa strada è importante avere le idee chiare
sui propri obiettivi in modo da evitare spiacevoli situazioni col
fornitore della porta accanto. Questa operazione diventa forse più
semplice se più scuole mettono in comune competenze ed esperienze.
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1) Le nuove modalità di connessione sono
anche on line 2) Un'area riservata ai soli utenti autorizzati 3) Caratteristiche della rete e della linea Internet
Caratteristiche tecniche:
4) Vuoi inserire PC della scuola nella mini rete
predisposta da Telecom?
Nel caso voglia integrare le postazioni 6 e 6 bis nella rete, ne deve modificare gli indirizzi (in Proprietà di rete); oltre a tale modifica sarà necessario variare, congruentemente, il file hosts, collocato nella cartella c:\windows, contenente l’associazione tra il nome della postazione di lavoro e l’indirizzo IP assegnatole. Tale variazione dovrà essere apportata sia sulla postazione di lavoro 6 che sulla 6 bis. 5) Requisiti minimi per fare acquisti
Se si dispone di un apparato router questo deve implementare funzionalità di mascheramento degli indirizzi privati della LAN (NAT). Se si dispone di un software proxy, questo deve garantire l’accesso attraverso i protocolli HTTP e HTTPS verso l’indirizzo www.siweb.istruzione.it, e abilitare la connessione sulla porta 8998 verso l’indirizzo 195.103.34.80 tramite altri protocolli (ad es. tramite SOCKS). Nei casi in cui sia presente una configurazione software di firewall o un apparato router, deve essere abilitata la possibilità di connessione sulla porta 8998 verso l’indirizzo 195.103.34.80. SISSI IN RETE 6) Sissi in rete, vuoi saperne di
più? 7) Webmail o client di posta? Gli ultimi aggiornamenti
Sulla scorta degli interventi già effettuati è possibile dare alcuni suggerimenti che aiutino a prevenire intoppi o malfunzionamenti durante e dopo le operazioni dei tecnici Telecom:
A chi rivolgersi per guasti pre-intervento L'intervento passo passo
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