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Il contributo del DM 61 al processo d’innovazione della scuola primaria

L’innovazione che oggi sta portando a maturazione e sostituendo la stagione delle sperimentazioni può essere accolta con due atteggiamenti antitetici: da un lato è possibile che si alimenti una prassi esecutiva, che miri a mantenere inalterato l’esistente e ad aggiungervi qualche protesi o marginale modifica; dall’altro, e riteniamo auspicabile, una prassi progettuale (positiva ed attiva) disposta ad inserire la parte nel tutto nel tentativo di capire il senso di quanto viene proposto. In questo secondo caso emergeranno inevitabilmente la complessità e la problematicità delle situazioni ma sarà altrettanto evidente che la qualità, in questo caso dell’apprendimento, scaturisce sempre dal confronto, dalla ricerca, dalla nostra capacità di mettere in discussione gli abiti mentali e professionali consolidati.
In riferimento al DM/61 è dunque fondamentale considerare la sua funzione all’interno del più generale quadro della riforma istituzionale e ordinamentale del sistema educativo nazionale di istruzione e di formazione, avviata nel nostro Paese a partire dal 1997. Partendo da un singolo provvedimento è così possibile allargare lo sguardo al contesto e considerarlo correttamente come un tassello sostanziale per dare stabilità, senso e gambe all’intera costruzione riformatrice. Non si può leggere il DM 61 senza inquadrarlo nel più ampio problema della legge di riforma prevista dalla L53/03 e senza collegare tale legge di riforma al cammino che è stato portato avanti attraverso il Dpr 275/99 e la modifica della Costituzione voluta con la L. 3/01.

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L’art. 1 del Dm 61, in applicazione del Dpr 275/99, avvia la realizzazione nelle classi prima e seconda della scuola primaria di un’iniziativa nazionale finalizzata all’adozione di nuovi contenuti culturali ed educativi desumibili dalle Indicazioni Nazionali per i piani di studio personalizzati nella scuola primaria.
“Articolo 1 - (Iniziative finalizzate all'innovazione)
1. A decorrere dall'anno scolastico 2003/2004 è promosso, ai sensi dell'art. 11 del D.P.R. n. 275/1999, un progetto nazionale rivolto alle classi prima e seconda della scuola primaria, finalizzato ad avviare talune innovazioni coerenti con le linee di riforma configurate dalla predetta legge n. 53/2003, limitatamente ai contenuti delineati nelle Indicazioni Nazionali per i Piani di studio personalizzati per la scuola primaria, che costituiscono, in allegato, parte integrante del presente decreto.
2. Le predette Indicazioni Nazionali recano i nuclei essenziali dei piani di studio, degli obiettivi generali del processo formativo e degli obiettivi specifici di apprendimento, per le discipline di studio e per le educazioni alla convivenza civile.
3. I piani di studio predetti vengono attivati dalle istituzioni scolastiche nell'ambito della autonomia didattica, organizzativa e di ricerca, da esercitare tenendo conto delle attese delle famiglie nel contesto culturale, sociale ed economico delle realtà locali, fermi restando gli attuali assetti strutturali, gli orari di funzionamento e le risorse professionali in dotazione, rimettendo all'autonomia delle istituzioni scolastiche l'attivazione di nuovi modelli relativi all'organizzazione della didattica .